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Indovina chi mangio a cena…

Pubblicato: agosto 2, 2011 in Uncategorized
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Il titolo fa molto Hannibal Lecter, ma del resto, qui siamo in un paese in cui i vegetariani sono una minoranza poco compresa, e dunque non c’è tempo per i sentimentalismi.

Fatto sta che tra le varie belle risorse di questo posto, c’è senz’altro da spendere qualche parola sui Ribnjiak, cioè gli allevamenti di pesce. In particolare, le trote. Allevate in vasche di tutto rispetto, spesso collegate ai fiumi, possiamo dire che non manca loro nulla e che hanno vissuto una allegra vita da pesce, quindi sguazzando qua e là in compagnia di molti amici…


E quando viene il loro momento, sono quasi felici di farsi pescare e sventrare e finire in padella, per la felicità dei consumatori…

O voi, amanti del Kilometro zero, venite qua in Bosnia, terra del Centimetro Zero, venite a mangiare trote, capretti e maiali che non vivono infelicemente, ma che dopo una dignitosa esistenza, sono ben felici di saltellare sulla griglia o farsi impalare.

E grazie, o Bosnia, per i pescatori, che seguono l’intero processo, dalla padella alla brace, o in questo caso, dal fiume alla brace.

Per i coraggiosi, uno slideshow del processo intero, esclusa la digestione, ovviamente.

Viva l’aglio, viva il prezzemolo e viva la trota della una.

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Trote, Tito, Temporali

Pubblicato: aprile 13, 2011 in Uncategorized
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ho ucciso una trota. anzi due trote.
in pratica, in riva alla Una ci sono una serie di locali (non che ce ne siano tanti eh), uno dei più rinomati è il River dal nome di spiccata fantasia.
ad ogni modo, specialità dell’intera zona sono ovviamente i pesci di fiume e sopratutto le trote, alla griglia.
al di là del quantitativo di aglio che denota ogni piatto di pesce (ieri il mio collega ha preso dei calamari ripieni di riso prosciutto e formaggio cioè dei cordon blue di calamari insomma, con molta improbabilità di accostamento e sopratutto con la riflessione: ma in bosnia il mare in pratica non c’è! che erano aglio allo stato puro insomma…) la particolarità del piatto è che la trota dal fiume viene pescata e messa in tavola quindi sono super fresche.
la scena migliore è quella del cameriere che alla parola magica PASTMRKA fa un sorriso sadico (credo li scelgano tra quelli che escono di galera) si arma di retino e secchio, apre un recinto nel fiume in cui le trotelle pascolano inconsapevoli e voilà, te ne tira su un paio e poco dopo te le presenta con il solito sorriso in tavola…..e così lo confesso, io oggi, ho ucciso due trote.

e tito? tito a bihac è ovunque, nei monumenti, nelle lapidi, nei murales… ho deciso di documentare le tracce titine prima che le speculazioni edilizie le facciano sparire. spero che l’operazione vada in porto e che tito viva prima che il cemento balcanico lo inghiotta per sempre.

il temporale invece è arrivato su bihac, con forte vento e abbassamento della temperatura, lampi, fulmini e linea internet che sparisce a suo piacere (tipo adesso che scrivo, quindi posterò in tempo non reale).
ha un suo fascino, ha sempre avuto un suo fascino questo paese nelle sue notti col canto del muezzin e i fulmini che rischiarano a giorno.

e per finire, dato che qui si parla sì di vita vera folklore e costume, ma anche di cooperazione, oggi giornata infinita di mediazione e discussioni…speriamo che abbiano dato frutti, noi siamo belli bolliti, ma una pelinkovac (amaro tipico di erbe) e un piatto di pasta hanno corroborato gli animi stanchi.

per ciò che concerne la casa, questa si trasforma lentamente, oggi grandi acquisti cinesi, mi son dotata di uno scolapasta e uno scolapiatti, interscambiabili con un po’ di fantasia… restano nella lista dei desiderata il tappetino del bagno e della cucina e qualche mensola…per il resto del 99% di spazio vuoto da riempire ne è rimasto solo il 98% quindi lenti piccoli passi e progressi verso il futuro migliore che arriverà.