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tempo nuovo…

Pubblicato: dicembre 9, 2011 in Uncategorized
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ed eccoci, nella terra dei cevapi.

l’inverno nei Balcani scorre particolarmente lento e in questo periodo storico, rispetto al lavoro che faccio, ancora più lento del normale. da una parte i tagli dei fondi alla cooperazione (grazie Governo Berlusconi per aver messo in ginocchio totalmente in ogni settore il nostro Paese) e ancora oggi le incertezze finanziarie che lambiscono qualsiasi tipo di possibile programmazione, rendono quasi noioso stare qua.

la frenesia estiva si è lentamente spenta, le giornate si accorciano sempre di più, la legna diminuisce dai mucchi accatastati nonostante le temperature siano – incredibilmente – miti.

per fortuna sento odore di Natale in arrivo, il che significa staccare per un po’.

volendo fare un bilancio, posso dire che le difficoltà iniziali si sono via via ridotte, il clima con lo staff è buono, padroneggio l’orribile programma di amministrazione e le relative procedure con una certa nonchalance, il mio computer continua ad andare in crash per via di un conflitto insanabile tra la scheda video e skype, thunderbird mi ha mangiato la posta in arrivo e insomma, tutto bene!

adesso che saremmo tutti pronti a galoppare nella prateria sconfinata delle attività del secondo anno di progetto, siamo qui, al freno, con le narici frementi, a inventarci attività a costo zero e a fare pagamenti molto molto molto dilazionati nel tempo.  ma è una fase, e finalmente vediamo la fine del tunnel.

in questo periodo dunque di meditazioni e vagabondaggi mentali, con mio grande divertimento stavo visitando le pagine dei politici del cantone Una Sana, che sono tutti dei giovanotti di trent’anni fatti con lo stampino (aria di nuovo, forse fin troppo nuovo!) e sono finita sulle pagine web del sindaco di Bihac, che sono state poderosamente hackerate da un pirata anti-israeliano, con sottofondo di musica arabeggiante.

soltanto nei balcani, un hacker musulmano può craccare le pagine di un sindaco musulmano.

e poi ho pensato (il mio cervello oramai ha delle connessioni tutte sue, in particolare a livello di linguaggio. il bilinguismo mi corrode i neuroni) che questo week end è stato un week end significativo nell’area balcanica.

si è votato in croazia e in slovenia e a dispetto delle previsioni hanno vinto rispettivamente la colazione di centro sinistra in croazia (finalmente l’HDZ, il partito fondato un secolo fa dall’allora capo del mondo, Franjo Tudjman, è stato spodestato – il che significa che non vedremo più la Presidenta Jadranka con le sue pellicce modello Crudelia Demon) e l’ex sindaco di Lubiana con la sua coalizione Slovenia positiva.

qualcosa si muove nei balcani, in questo angolo dimenticato d’Europa? resta da capire, quanto e se, queste forze politiche siano effettivamente capaci di sganciarsi dal loro passato o se è la solita minestra riscaldata.

il nome della colazione di centrosinistra fa sperare bene, Kukuriku, il verso del gallo (il nostro Chicchiricì per intenderci). alle porte dell’ingresso in europa dell’ennesimo paese in ginocchio, la croazia, ci sarebbe da darsi una svegliata, ma finchè si vedono in giro cartelli con l’esaltazione dell’eroe criminale di guerra gotovina, e finchè la croazia non tira su qualche spicciolo per risanare qualche debito, non facciamo che allargare la rosa dei paesi in lista per l’ennesimo crack.

i commenti a queste elezioni, qui non sono stati particolarmente vivaci. in bosnia si dorme, d’inverno. il letargo cerebrale va avanti.

tutti si lamentano di tutto, tutti parlano male di tutti, e nulla cambia o quasi. snervante.
per una milanese stare a bihac è una sorta di purgatorio auto-inflitto.

per aggiornare la cronaca nera, in queste settimane ci sono stati un sacco di incidenti con le mine, nella zona di Doboj, bosnia orientale. 6 operai che riparavano i binari dei treni, una donna che raccoglieva metallo, e altri che raccoglievano legna.

poi vedo i servizi delle jene e mi viene da vomitare…
http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/227142/pelazza-le-mine-antiuomo.html

lei durante la guerra ha combattuto? lei ha ammazzato qualcuno?
non ancora, ma tu sei il primo della mia lista, mi viene da dire.

…per virare argomento, nel frattempo, è arrivato un nuovo membro d’equipe, si chiama Pulce ed è un quadrupede salvato da certa morte. il randagismo (non solo degli umani) è fenomeno insanabile da queste parti. un tempo si facevano le battute di caccia al cane, oggi si marchiano le bestie e un giorno forse verranno portate nei rifugi. la soluzione al momento è che la natura fa il suo corso e gli automobilisti sono molto spericolati.

Pulce è un cane graziato dalle ruote di qualche macchina che ha trovato rifugio da noi. per essere un cane non è per niente male. e noi possiamo permetterci di fare gli stravaganti, in quanto italiani. quindi Pulce con la sua pettorina rossa molesta tutti i randagi della zona, facendo il fico che ha dei padroni e del cibo assicurato, con gran divertimento per gli spettatori.

e infine, è giunto il momento di addobbare l’ufficio per Natale, o anzi, per l’anno nuovo come da tradizione autoctona, quando tutti festeggiavano tutto come si faceva un tempo, con tanto di abete e ghirlande varie.

in attesa di un po’ di neve e di una precoce primavera ottimista e positiva.

 

(non può mancare la pagina del sindaco…)

 

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Quando ho letto la notizia ieri, volevo scrivere un post che evidenziasse alcune lacune che a mio avviso la Croazia ha ancora al suo interno.
Certo, non vuol dire che il processo di entrata dei Balcani in Europa non debba avvenire, ma che ancora molti passi vadano fatti è certo, mica bisogna dormire sugli allori!

Sicuramente la Croazia è un Paese dalle tante anime, anche per la sua varietà e complessità territoriale, si va dai paesini della costa che tutti quanti amiamo e conosciamo, che fioriscono nella bella stagione, alle città come Zagabria, dall’animo austro-ungarico, per risalire verso la piatta Slavonia, e in mezzo si saltella tra campi minati e case distrutte e abbandonate in cui i serbi non faranno ritorno.

E ok. Ci si deve lavorare un pochino, in fondo basta togliere i cartelli Pazi Mine e fare in modo che i turisti non si avventurino troppo oltre le strade note, evitando di finire in Krajina per andare a Plitvice, che l’autostrada della costa oramai è terminata grazie ai fondi UE ed è super bella (e super cara).

E poi certo, basta smettere di litigare con sloveni e altri vicini del mediterraneo per il discorso del territorio marittimo di competenza e in fondo, noi, della Croazia che ne sappiamo d’altro? Non sta dando problemi da un sacco di anni, economicamente riesce a reggersi sulle gambe (grazie a un bilancio reso più o meno stabile per gli introiti del turismo) e non litigano in maniera esagerata facendoci ripensare alla guerra di venti anni fa. La transizione in effetti è passata in fretta e neanche troppo male.

E poi molti di noi italiani penseremo anche: se in fondo c’è entrata la Romania in UE, almeno la Croazia ha le strade e delle belle città. Certo, non c’è paragone (fino a che non ci si sposta dalle zone costiere, almeno).

Per carità: io non sono contraria all’adesione UE, io dico  che tutti i paesi dei Balcani dovrebbero uscire dalla loro Jugo-Sfera e aprire la mente ad altri scenari, e quindi, bene, bene che entrino, e che si facciano progressi. E la prossima sarà la Serbia e poi chissà la nostra piccola Bosnia…

Però.

Stamattina, prima di andare tra l’altro proprio in Croazia, ho aperto un po’ di giornali online, a partire da quelli italiani, che insieme alle notizie sui referendum titolavano a piena pagina quanto fosse stato bello l’Europride a Roma, e il discorso di LadyGaga e poi c’erano foto, arcobaleni e fiori. Bello, finalmente in Italia una manifestazione dell’orgoglio LGBT in cui non si è andati troppo in polemica ma si è festeggiato e ballato e riso.

Dall’altra parte, invece, aprendo le pagine dei giornali di qua, le solite foto di poche persone coraggiose, che sono scese in una bella giornata di sole a Split (Spalato per noi) a manifestare il proprio orgoglio. E alle loro spalle nelle foto, tanti tantissimo poliziotti in divisa antisommossa che cercavano di trattenere una folla di 10mila esaltati omofobi che lanciavano pietre, petardi e quant’altro addosso alle persone, inclusi i turisti che si trovavano lì per caso.

Ah! Poveri turisti!…………… Se la Croazia vuole entrare in Europa e tratta i turisti così, insomma, non la vedo tanto bene….! Dovrebbe trattarli meglio ed evitare che nei week end questi 4 gay, lesbiche, queer, transgender si riversino per le strade del centro baciandosi e tenendosi per mano!!! Così i tanti fascisti, nazionalisti, estremisti, hooligan croati non lancerebbero le pietre i petardi e i vasi e non sporcherebbero le strade bianche del nostro bel centro di Spalato!

Evviva. Abbiamo tempo fino al 2013 per lavorare molto sulla società civile, da queste parti.

Ma poi, ripensandoci, mi è venuto in mente che da noi le cose forse non sono tanto diverse, o meglio, forse non ancora.
Intendo dire che non basta un Europride a Roma (terra del Vaticano!!!) senza incidenti, se poi nella notte ancora le coppie gay hanno paura di tenersi per mano perchè rischiano il pestaggio o se va bene gli insulti.

….insomma, benvenuta alla Croazia in UE e benvenuti a tutti quanti sulla faccia della terra, i passi da fare per essere in un mondo senza discriminazioni di qualsiasi genere e distinzione sono tanti, non c’è un Paese migliore di un altro per essere liberi di essere sé stessi.
Per qualcuno ci sono solo differenze e paura e ignoranza… ci sono i bianchi, i neri, i gialli, i musulmani, gli ebrei, i gay, gli zingari, gli handicappati, le bionde… c’è sempre qualcuno diverso… e se ci si rendesse conto che forse siamo talmente tanto tutti diversi (compresi i gemelli)  a comporre le stelle di questo cielo, anche la bandiera dell’UE avrebbe un significato maggiore…  Libere stelle in libero cielo!

 

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