del censimento, del calcio e di come e perchè parlarne insieme

Pubblicato: ottobre 18, 2013 in Uncategorized
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Ottobre ha portato in Bosnia un paio di avvenimenti che mi piace leggere insieme.

Intanto, la data. Uno è finito il 15 ottobre, l’altro è avvenuto il 15 ottobre. A tenere insieme il tutto, era il giorno di Kurban Bajram, una delle più importanti festività islamiche. Se a qualcuno piace leggere le coincidenze nei numeri, qui ne abbiamo un po’.

I fatti: sto parlando del censimento della popolazione, la raccolta dei dati legati alla popolazione della Bosnia Erzegovina.  In questo caso, parliamo del primo censimento dal 1991 (quando ancora c’era la Jugoslavia), con in mezzo una guerra feroce, una divisione amministrativa folle e un dopoguerra che ancora non si è ben capito dove si stia andando. I risultati saranno pronti tra 90 giorni (forse) ma ci vorrà più di un anno per elaborarli in toto (vedremo se coincideranno con le partite di calcio del Mondiale 2014 e la fine del Ramadan? o con le prossime elezioni amministrative?).

L’altro tema riguarda l’epica qualificazione della nazionale della BiH ai mondiali.

E perchè li vedo come un fenomeno collegato.

Il censimento, voluto fortemente dalla comunità internazionale, sono secoli che cercano di farlo. Abortito più volte, alla fine si è giunti a una quadra e dopo prove, controprove e debutti mai completi, finalmente si è andati casa per casa a raccogliere dati. Del resto, per entrare in Europa bisognerà pur sottostare a prove di democrazia e altre richieste no? La stella va guadagnata, mica la si regala così….

Al di là del voler sapere se in casa la gente ha il bagno e la cucina, ho trovato molto interessanti i dati sulla diaspora e sul passato legato al conflitto (durante la guerra eri in BiH o all’estero? se eri in BiH eri nel tuo luogo di origine o ti sei spostato? e dopo la guerra?) perchè ci danno la foto delle migrazioni (rifugiati, sfollati, migranti per lavoro etc).

Ma sopratutto le tre domande più calde che hanno agitato gli animi erano tre:

1) nazionalità

2) religione

3) lingua parlata

Il problema è che le risposte previste erano…. le solite. Cioè, quelle che da anni rendono questo paese un groviglio ingovernabile che non dà voce alla sua gente, ma si interessa solo delle tasche gonfie dei suoi amministratori.

Quindi, se la BiH è tripartita, le risposte erano 3. Ovvero: Bosgnacco, Croato, Serbo. E Rom, Ebrei etc che combattono da anni una lunga lotta per vedersi riconosciuti come comunità rappresentativa all’interno di questo stato, non ce l’hanno fatta ancora, a farsi dar ragione dalla corte dei diritti umani.

Certo, c’è una casella “ostali” ovvero “altri” in cui la popolazione poteva inserire la propria appartenenza, la domanda è: le persone per una volta si saranno finalmente dimostrate coraggiose e avranno dichiarato “io sono bosniaco della Bosnia Erzegovina” (con ciò che sotto intende, ovvero un concetto un po’ jugo-retrò di fratellanza e unità che in piccola misura ancora sopravvive tra i confini di questo Stato) oppure si saranno piegati come pecoroni alle logiche di potere che governano (male) questo Paese?

Non mettere Bosanac (bosniaco) dicevano i bosgnacchi ai loro co-religionari. Altrimenti il sangue degli Sehid sarà stato versato invano, abbiamo combattuto per la patria!
Certo, se in televisione nelle tribune politiche televisive, le dichiarazioni di grandi letterati/storici/giornalisti erano : “la legge sul censimento è la continuazione del genocidio!  Centinaia di migliaia di bosgnacchi spariranno!” possiamo capire la forza della propaganda messa in campo.

La stessa cosa la dicevano i croati ai loro pari: non mettere Bosanac, perchè siamo già in pochi, saremo ancora meno! Anche il cantante Thompson, un nazionalista osannato dalle folle (in particolare gli ustascia) in un recente concerto in Erzegovina lanciò l’appello a rispondere al censimento, dando voce alla propria gente.

I serbi invece, non hanno bisogno di dire niente alla propria gente. Non temono i numeri e sono saldi nelle loro certezze.

Sono girati video (alcuni più ironici, altri profondamente nazionalisti) per appellarsi all’unità della dichiarazione.

La paura di tutti? Non esserci.

Al punto che quelli della diaspora, cittadini che vivono oramai da anni fuori dalla Bosnia, sono tornati in patria nel periodo del censimento, per alzare le cifre.
Ed è questo il problema in BiH e da sempre, il balletto delle cifre. Ci sono cittadini che vengono apposta a votare, a farsi censire, con doppie, triple cittadinanze, strumenti delle cerchie di potere, che non ci dicono mai la verità.

Quanti sono i cittadini reali che vivono in BiH e in quanti ci vivono qua?

Ma sopratutto, cosa pensano?

Io conosce persone (di tutte e 3 le parti) che mi hanno detto e spergiurato: io mi metto come “altro”. L’avranno fatto veramente? Ci sarà stato il coraggio di evocare a gran voce uno Stato che si chiama Bosnia Erzegovina abitato pacificamente da serbi, croati, bosgnacchi, jugoslavi, ebrei, rom e chi altro ci voglia stare in pace?

Non lo so.

Al pari di questa riflessione, non è che le risposte su religione e lingua andassero in altra direzione (a parte che trovo folle che ci sia l’opzione ateo/agnostico e non ebreo, che insomma, non è proprio l’ultima grande religione al mondo…).

2) religione – islamica, cattolica, ortodossa, ateo, agnostico, non risponde, altro

3) lingua parlata – bosniaco, croato, serbo

C’è di buono che da ora in poi chiunque osi nuovamente mettere in discussione il fatto che con l’associazione della quale sono volontaria organizziamo un corso di serbo-croato-bosniaco e regolarmente mi trovo a litigare con dei fanatici nazionalisti che ci accusano dicendo che il bosniaco non esiste come lingua. Del resto sono le stesse persone che affermano che la BiH non esiste come Stato, quindi è inutile cavare il sangue da una rapa, come si suol dire.
(A proposito, per chi volesse iscriversi, il corso di SCB inizia l’11 novembre e si svolge a Milano – http://ipsiamilano.org/2013/10/01/corso-di-serbo-croato-bosniaco-aperte-le-iscrizioni )

E ora dopo il panem, vediamo i circenses. Il giorno in cui il duro lavoro dei sottopagatissimi censitori si è concluso, si è in primis festeggiato il Kurban Bajram, e la sera la nazionale di calcio bosniaca si è qualificata ai mondiali del Brasile 2014.

E’ un risultato strepitoso, che vede premiato il grande sforzo degli atleti e della dirigenza di questa rappresentativa. Nonostante la durissima opposizione a questa squadra, che di fatto  sono anni che viene lacerata anche in questo caso da faide politiche in chiave nazionalista (pochissimi giocatori non bosgnacchi tra le sue fila), i giocatori e il suo allenatore sono riusciti ad appassionare i tifosi e a raggiungere un risultato che porta la nazionale tra i Big senza spareggio.

Certo, parliamo ancora oggi di una nazionale che canta un inno senza parole perchè non ci si è messi d’accordo sul testo e che di mixitè vede ancora poco tra le sue fila, però è un fenomeno crescente.

E’ vero, a Banja Luka non c’erano i fuochi d’artificio e le feste che c’erano a Sarajevo, così come l’Erzegovina avrà avuto nella sua parte bianca e rossa altro da fare la sera della partita, ma io credo e spero che questa euforia collettiva (insieme alla mancanza di altre squadre da tifare ai mondiali, specie se la Croazia non passerà) un pochino faccia appassionare anche quelle persone non completamente obnubilate dalla propaganda etno-nazionalista che governa il Paese.

Sogno un 2014 in cui i mondiali coincidano con i risultati di un censimento che faccia capire al mondo, all’UE, ai politici bosniaci che la gente che ci vive non è così incasellata come vorrebbero loro e che l’odio che si sta cercando di mantenere in circolo sia oramai appannaggio delle minoranze più ignoranti (pericolose, la storia ce lo dice da sempre, ma pur sempre minoranza).
Chiudo la riflessione con il più impressionante video di propaganda che io abbia trovato in rete, in linea con il mio pensiero di sopra.

https://www.youtube.com/watch?v=IwWpSwMvHCg

Buongiorno

Buongiorno

Di che nazionalità sei?

La mia!

Che cosa sei tu?

Una bambina

Qual’è la tua religione?

La mia religione  è la zia dell’asilo!

(gustosissimo gioco di parole. Vera in serbo è sia religione che un nome proprio, la bambina dice: la mia Vera è la “zia” che lavora all’asilo. Con zia si chiamano affettuosamente le figure femminili che girano attorno ai bambini. Quindi la domanda che la bambina capisce è: qual’è la tua Vera? e lei risponde, quella dell’asilo, senza pensare alla religione)

E qual’è la tua lingua…………….?????

 

vera

 

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