Acchiappa ‘u cane

Pubblicato: giugno 18, 2013 in Uncategorized

Uno dei fenomeni più interessanti che mi è capitato di vivere stando a Bihac deriva dalle domande che amici o colleghi di passaggio mi facevano (e tuttora mi fanno) relativamente al mio innamoramento nei confronti dei cani.

E’ vero che, stando in quella landa desolata e con ben poco da fare nel poco tempo libero se non contemplare la Una con tutti i suoi colori, ho passato tante ore a dedicarmi ai randagi di Bihac.

Se in un primo momento si trattava solo di dar da mangiare ai cani di strada, sono passata in pochi mesi ad adottarne uno (il pulce) a cui si sono aggregati presto altre due cagnette. E successivamente un altro cagnone. E in mezzo tanti cagnolini.

Non contenta del mio branco (e con gioia dei vicini) che portavo a spasso regolarmente 3 o 4 volte al giorno e nei week end, ho cominciato a collaborare come volontaria con l’associazione locale Spas che si occupa di tutela e salvaguardia di queste povere bestie.

I drammi a cui assistivo nella terra dei cevapi mi hanno spinto a contattare l’ENPA con qui è nato un rapporto bellissimo che va avanti ancora oggi, a pubblicare un articolo sull’Osservatorio Balcani Caucaso (questo è il link http://www.balcanicaucaso.org/aree/Bosnia-Erzegovina/A-Bihac-cane-mangia-cane-128092) e ancora oggi  dalla terra delle banane e dei suoi scimpanzè (ovvero l’Italia) cerco di star dietro alle bestie bosniache.

Volendo vedere, mi sono sempre piaciuti gli animali. Ho sempre avuto gatti e da ragazzina desideravo un cane (Snoopy era la mia passione insieme a Garfield). Fino a quando la Bosnia non mi ha “intrappolata” anche in questo. Una nuova causa persa a cui stare dietro.

Mi fa sorridere, lo stupore che questo crea in molte persone.

Non sono una fanatica, non sono nemmeno così animalista, non chiamo i miei cani “bambino, amorino, tesoro, miaunicaragionedivita” etc. Il cane è cane. Ma il cane è anche il miglior amico dell’uomo.

E certo è che anche un cane merita un po’ di attenzione. Cosa che sicuramente in Bosnia, in un paese gravemente ferito in termini economici, ma anche morali, il cane sta proprio in fondo alla catena alimentare, mettiamola così (mai come in Cina, dove è nella catena alimentare in senso stretto).

Non capisco però, le domande che la gente mi pone.

Nella mia vita mi sono sempre dedicata a qualcosa.

Persone, sopratutto. Bambini. Anziani per diretta esperienza in famiglia. Cosa c’è di così strano nello stare dietro agli animali?

Credo che faccia parte di una visione un po’ più ampia del mondo.

E se le cose fossero più complesse?

Se il cane non fosse solo “un cane”?

Il problema del randagismo è una piaga che va oltre lo star male della bestia. Denota un problema di una nazione e a volte di un popolo. Denota un problema economico, gestionale, ma anche culturale.

Prendersi cura di un cane, in Bosnia, vuol dire prendersi cura anche di altro, del motivo per cui c’è quel cane in mezzo a una strada.

Delle leggi che non vengono applicate. Delle stazioni veterinarie (enti pubblici) che si imboscano i soldi destinati alla cura degli animali. Della mancanza di educazione delle giovani generazioni e di quelle adulte, per cui un cane è solo un cane.
Ma nella mia piccola esperienza so anche che, simpatico o antipatico che un animale possa essere, il modo in cui lo trattiamo denota un modo più ampio in cui a un certo punto arriviamo a volte a trattare anche gli altri.
Voglio dire: i cani, i gatti, i cavalli e tutte le bestie del creato, ti possono anche stare indifferenti, se non addirittura ripugnare. Questo però non giustifica il fatto che tu le maltratti. Ignorale, se proprio non le sopporti. Non torturare, non uccidere.
Non sono comandamenti difficili. Ne parlavo in un post precedente. Parlavo dei bambini che maltrattavano i cigni. Gratuitamente.

Se non c’è sadismo, quantomeno c’è l’indifferenza.

Il cigno (il cane, il gatto, il pulcino) non ti ha fatto niente, perchè tu devi fargli qualcosa? Che minaccia rappresentano?

Ecco, allargando il punto di vista, la questione non è banale. Il cane dunque non è solo il cane.

Ecco perchè la mia passione improvvisamente scaturita, in quel della Bosnia, nell’autunno del 2011.

L’incapacità di non stare zitta e di non stare ferma.

Già andando a fare il mestiere che ho fatto per due anni e due mesi (amo ripeterlo) credo di aver dimostrato una certa attenzione e cura per l’essere umano e il suo sviluppo.  A questo ho aggiunto un altro impegno.

Dal 22 giugno l’associazione Spas ha organizzato con il Comune di Bihac (che de facto non farà niente) e l’associazione tedesca ETN una sterilizzazione di massa per cani e gatti.

Tornando in Italia, sono riuscita a coinvolgere una squadra speciale dell’ENPA che mi accompagnerà in questa mia nuova follia, insieme a due loro veterinari e 5 volontari.

A me non sembra una cosa così strana. Prenderò le ferie, e allora?

La vita è fatta di momenti, di passioni, di ideali, per cui vale la pena muoverci, a volte alzando la testa dal computer sul quale siamo sempre incollati.

Ci si fa prendere dalla follia del momento (dalla passione, dall’ideale) e si decide: vado 3 giorni in Bosnia. Non so castrare cani, ma so pulire i pavimenti e proverò ad acchiappare qualche randagio. Senza pensarci. Ma credendoci fortemente.

Perchè? Raz Degan bevendo Jager ghiacciato diceva: non so perchè, sono fatti miei.

Io dico: perchè sono fatti di tutti.

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commenti
  1. Martina Mc Closkey ha detto:

    bellissimo…purtroppo è concezione diffusa che il rispetto per gli animali riguardi solo gli animali…quante volte parlandone mi sono sentita dire “con tutti i problemi che hanno le persone vai a preoccuparti degli animali” e cose del genere…beh forse il problema sta proprio nel fatto che non si riesca a capire che le due cose non sono disgiunte ma vanno di pari passo…in poche parole: concordo in pieno!

  2. paolo ha detto:

    solo una parola: nobile. E la foto è tenerissima.
    Innamorato della terra dei cevapi da novembre 2011

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