Dove finisce la logica

Pubblicato: giugno 8, 2013 in Uncategorized

dove finisce la logica, lì inizia la Bosnia.

Con queste parole, entrai a contatto con Bihac e il mio nuovo lavoro. Si trattava dell’aprile 2011, quando per conto del consorzio di due Ong italiane mi recavo nel Cantone di Una Sana con l’incarico di capo-progetto. Mi sarei occupata nel corso di questi anni di portare avanti un progetto di sviluppo agricolo e turistico, cercando di favorire l’impiego dei giovani in queste attività. La parola ambizione e modestia, nel favoloso mondo della Cooperazione, non esiste. Più ce l’hai grosso, più sei figo. La questione come al solito è: ma quanto ce l’hai davvero grosso? (parlo del budget, di che altro?)

Sono tornata in Italia nel giorno della sua festa, il 2 giugno 2013. Ho scampato il governo Monti e siamo a metà mandato del Sindaco Pisapia, c’è un nuovo vecchio governo con movimenti (i miei, intestinali) non meglio precisati. Per fortuna che in questi giorni in Turchia così come a Sarajevo, si manifesta e anche in maniera cazzuta, contro i governacci al potere. Si sa mai che questo vento ottomano non arrivi sino a noi?

Sono tornata con due cani, una panda gialla e blu, una rubrica piena zeppa di numeri, 3 hard disk di backup, un treno di gomme da neve, dei quadri e una statua della “ragazza della Una”, dei tappetini tessuti a mano, dei disegni, qualche chilo ma non troppi di più, qualche capello bianco e tanti di più, un paio di scarpe da trekking sfondate che non voglio buttare,  due pacchetti di sigarette perchè devo smettere di fumare, 3 bottiglie di grappa non dichiarate in frontiera, tanti pensieri, poca voglia di parlare, un po’ di nostalgia ma non troppo.

In questi anni, oltre a fare il mio lavoro, ho incontrato tantissime persone, bevuto tantissimi caffè, scoperto tantissimi posti. Mi sono arrabbiata un sacco, ho riso di più.

Ho ballato, cantato, camminato, fatto le grigliate. Mi sono ubriacata seriamente soltanto una volta.

Ho fatto un sacco di chilometri (65.000 con la panda, 35.000 con  la dacia e qualche migliaio con altre auto), sono andata a fare rafting, ho esplorato base militari sotterranee, ho preso 6 multe, ne ho scampate di più.

Ho fatto tantissime foto.

Ho amato e odiato, questo Paese e le sue Persone. Adesso che sono qui, posso dire che le ho più amate, che odiate.

Ma, ci sono delle cose che vanno oltre la mia capacità di tollerare (di per sé molto bassa).

Non amo i majstori bosniaci: quelle persone factotum, che per fare un lavoro poi hai bisogno di altri 5 majstori per mettere a posto le cose.

Non amo il fumo e l’odore di grasso che ti si appiccica sul vestito ogni volta che entri ovunque. Ancora oggi disfando le valigie continuo a imprecare.

Non amo il maschilismo (forse dovrei dire machismo), l’ignoranza e l’intolleranza che circola, specialmente nelle zone più rurali. C’è da dire che Bihac è popolata perlopiù da gente del Selo (il villaggio) e dunque non spicca come “capitale della cultura e della tolleranza.

Non amo la mancanza di ambizione, che sembra ancorare tutti,  specialmente i giovani,  a standard così bassi di pensiero.

Non amo la mancanza di altruismo, che non vuol dire che non siano gentili, anzi! Se possono, tutti ti aiutano a fare tutto. Però tendenzialmente, solo se devono o se si sentono in dovere di. E’ come se mancasse lo slancio. Se chiedi, loro saranno pronti a buttarsi nel fuoco per te. Ma se stai bruciando e non riesci a urlare, è più probabile che si accenderanno una sigaretta e vedranno come te la cavi.

Non amo la testardaggine e l’infantilismo. Le ripicche e i musi. Caratteristica preponderante del 99% della popolazione. Grandi litigi e scazzi… che si sciolgono come neve al solo, e si torna ad amarsi follemente (per litigare dopo dieci minuti e rifare pace e rilitigare etc).

Non amo la politica locale così disinteressata al suo popolo e così corrotta nell’animo e nei costumi. Non so dire se giri veramente denaro, nei traffici che fanno ai vari livelli di amministrazione, ma di certo vige la logica del personalismo, favoritismo. Io conosco tizio, che conosce caio dunque tu… Che siano SDP o che siano SDA o che siano qualunque altro colore, a loro, non gliene frega niente!  Altra logica di base: meno lavoro possibile, meglio è. Incompetenza diffusa, gente in posizioni di potere assolutamente ignorante. Per avere un’informazione, mille uffici diversi e risposte contraddittorie. Se vuoi essere certo di una cosa, l’unica cosa possibile è cercarti e studiarti le leggi e i regolamenti da solo!
(No, non sto parlando dell’Italia, parlo della Bosnia!!!)

Ma sopratutto… non amo l’approssimazione, che è quello che contraddistingue fortemente questo popolo e questa terra.

E’ tutto così, approssimato. Si rifanno le strade approssimativamente, si pulisce il tavolo approssimativamente, si fa un lavoretto elettrico idraulico muratura o quel che è approssimativamente, si fanno leggi approssimativamente, si fa un lavoro al computer approssimativamente, si mandano delle lettere ufficiali approssimativamente, si dà una risposta legale approssimativamente, si fa una lista di cose approssimativamente, si ama approssimativamente, si mettono le virgole e i punti approssimativamente.
E via discorrendo.

E’ tutto sospeso, interrotto, i cantieri cominciano e non finiscono, i lavori durano eternità, le riunioni vengono convocate e poi non ci sono, ti si dice un orario e di solito non è mai quello, vuoi una cosa bianca e te la danno nera.

Ma va bene lo stesso.

In questi due anni ho imparato (incredibile!) a contare fino al… sette. Che per me che non arrivavo all’uno, è già un ottimo risultato.

I miei colleghi (poveretti) non capivano: come mai sprecassi così tanto fiato energie nervi per una virgola (letteralmente), alle volte. Sarà che ho delle piccole manie (e chi non le ha), ma in realtà sbottare per cercare di spingere queste persone a migliorarsi era il mio modo per cercare di scuotere questo mondo da un’apatia di fondo che lo controlla.

La Bosnia, ho scoperto, non comincia dove finisce la logica. Questo è un alibi per chi ha il culo pesante che spera sempre che ako Bog da, Inshallah, se Dio vuole le cose miglioreranno, cambieranno.
E dunque, minimo sforzo, massima resa (che poi massima non lo è mai. è come tappare una falla in una diga, con del chewingum. funziona, ma è provvisorio).

La Bosnia non comincia e non finisce. Semplicemente. Galleggia sospesa.

PS: risultati raggiunti…

1) venerdì 31 maggio durante il trasloco dell’ufficio, nel totodelirio, un signora sconosciuta è entrata, ha chiesto dov’è Silvia, mi ha riconosciuta e ha detto: tu sei Silvia, ti ho visto ieri sera in televisione. non ci conosciamo, ma ho visto quello che avete fatto in questi anni per noi. grazie. mi ha regalato una grappa, dei biscotti, e se n’è andata. ci aveva visti in una trasmissione TV la sera prima.

2) a inizio maggio le bambine che vivevano nella casa di fianco alla mia sono venute da me, mi hanno dato un sacchettino e sono scappate via, intimidite. nel sacchettino una tazza della BiH, un portachiavi e un disegno di Bihac fatto da loro, con la scritta: non dimenticarti!

3) alla festa finale a Lohovo, vedere le donne di Kulen Vakuf che contrattano per comprare il formaggio fresco fatto a Lohovo e poi ballare e cantare insieme. mi sa tanto che queste balle dell’odio etnico ce le hanno raccontate per troppo tempo.

Sretan put, a me.

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commenti
  1. lorena ha detto:

    Grazie mille..e bentornata!
    Lo terrai il blog? Potresti chiamarlo Nella terra delle sentenze approssimative..o Nella terra del Porcellum!
    Un abbraccio!
    Lo

  2. Karl Von Farinen ha detto:

    l’importante e che sei a casa, e da come la descrivi, l’esperienza ti ha arricchito (ma non troppo), un paio di mesi per metabolizzare (ma non troppo) e poi pronta per una nuova (ma non troppo) esperienza! baci e abbracci (ma non troppo)

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