Indovina chi mangio a cena…

Pubblicato: agosto 2, 2011 in Uncategorized
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Il titolo fa molto Hannibal Lecter, ma del resto, qui siamo in un paese in cui i vegetariani sono una minoranza poco compresa, e dunque non c’è tempo per i sentimentalismi.

Fatto sta che tra le varie belle risorse di questo posto, c’è senz’altro da spendere qualche parola sui Ribnjiak, cioè gli allevamenti di pesce. In particolare, le trote. Allevate in vasche di tutto rispetto, spesso collegate ai fiumi, possiamo dire che non manca loro nulla e che hanno vissuto una allegra vita da pesce, quindi sguazzando qua e là in compagnia di molti amici…


E quando viene il loro momento, sono quasi felici di farsi pescare e sventrare e finire in padella, per la felicità dei consumatori…

O voi, amanti del Kilometro zero, venite qua in Bosnia, terra del Centimetro Zero, venite a mangiare trote, capretti e maiali che non vivono infelicemente, ma che dopo una dignitosa esistenza, sono ben felici di saltellare sulla griglia o farsi impalare.

E grazie, o Bosnia, per i pescatori, che seguono l’intero processo, dalla padella alla brace, o in questo caso, dal fiume alla brace.

Per i coraggiosi, uno slideshow del processo intero, esclusa la digestione, ovviamente.

Viva l’aglio, viva il prezzemolo e viva la trota della una.

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commenti
  1. Anna ha detto:

    Non posso non pensare a Vlatko. Alle sue trote, al suo allevamento, al suo ristorante.
    Il più bel ristorante con allevamento di pescetti che io abbia mai visto.

    E poi, Vlatko: intelligente, acuto, un gran lavoratore.
    A tratti ambiguo. D’altra parte era stato anche sindaco, li’ a Tilava. E in tempi faticosi…

    Un feeling particolare ci legava. Io ho sempre adorato il Toplik e lui ne era orgoglioso.
    Non amo le trote, in realtà, ma mangiate li’ da lui avevano il sapore di un rito e di un reciproco apprezzamento. Non ho mai fatto mistero della mia predilezione per lui e per la sua attività e lui è sempre stato più che cordiale con “l’italiana”.

    Se l’è portato via un brutto male, due anni fa. Tutto il paese lo ha salutato, e anche quegli strani italiani in calzoni corti non hanno fatto mancare un pensiero, un messaggio e una visita.
    Torniamo comunque al Toplik, a salutare la signora, a mangiare due trote alla brace.

    Ogni tanto mi sembra che Vlatko ci sia ancora, fra un tavolo e l’altro, a far due chiacchiere con i clienti e a decantare le sue trote.

    Ciao Silvija, grazie per questi pensieri.
    Anna

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