Una terra da scoprire

Pubblicato: luglio 6, 2011 in Uncategorized
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e rieccola tornata nella terra dei cevapi, dopo una pausa italica, e un rituffarsi nel progetto che mi ha tenuto senza fiato per qualche tempo.

oggi vi voglio parlare delle vostre vacanze.

eh sì, perchè vi sto per dare alcuni motivi per cui, val la pena venire in jugo!

1) il cibo. come dice il nome stesso del mio  blog, i cevapi, ma in generale la carne e per i vegetariani a metà le trote della una o il formaggio degli altipiani per le minoranze radicali, sono uno dei principali motivi per cui venire a fare un giro in bosnia. i prezzi bassi, il prodotto a Km 0, la freschezza di ciò che trovate nel piatto, non li trovate così facilmente da altre parti. ciò che da noi in italia è ricerca raffinata, qui è all’ordine del giorno. i pomodori sanno di pomodoro, le galline che stanno nei cortili vi offrono le loro ovette fresche e naturalmente vacche agnelli polli e pesci, prima di finire sulla griglia, hanno per lo più vissuto una vita da animali liberi.

sommato il fattore prodotto al fattore “kuharica” cioè la donna bosniaca che cucina di tutto di più e bene, ecco che il risultato è: domace jelo, cibo fatto in casa, col sapore dei ricordi di quando andavamo a pranzo dalla nonna in campagna.

2) l’alcool. altro che musulmani, qui siamo in un posto in cui bere è un rituale e una prassi. e torniamo al discorso prezzi! la birra costa 1 euro ed è fatto in piccoli stabilimenti, e poi ci sono mille tipi diversi di grappe! prugna, mela, pera, miele, ciliegie, corniolo (rarissima!), nocino…tutto fatto in casa! cisto (pulito), come dicono qua. niente mal di testa nemmeno dopo 30 grappe come alcuni di voi possono testimoniare.

3) la natura. predominanza suprema sul territorio, il verde, il blu. il cielo con le stelle cadenti, il silenzio della notte, il verde smeraldo del fiume una con le sue cascate e i suoi tesori nascosti che solo in canoa o facendo rafting potrete scoprire.

4) la cultura. secoli di convivenza asbrugica e ottomana, hanno plasmato un territorio ricco di castelli e città vecchie, in cui il moderno incontra il passato e si fonde.

5) cruciale e sopra di tutto: le gente. l’ospitalità sconfinata delle persone che vi aprono le porte delle loro case e ballano, ridono, cantano e si abbracciano e vi abbracciano. sentirsi parte tutti di questo stesso mondo.

ecco, quello che qui c’è, un piccolo tesoro nascosto tra le pieghe della burocrazia europea.

venite a scoprirlo, fintanto che ancora resistiamo.

e come consuetudine, qualche foto per convicervi (e per sputtanare chi è venuto da ste parti a trovarmi…e voi, cosa aspettate?).

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commenti
  1. Anna Scà ha detto:

    Sei proprio jugo tu che usi il maschile per parlare della birra. Ormai sei più di là che di qua, ma come darti torto?
    🙂
    Tanto tempo che non mangio un cevapi. Rigorosamente bez luka.
    Un abbraccio grande,
    Anna

  2. Margherita Flego ha detto:

    Druze Silvija, ma ti ha pagato la Lonely Planet (o simili) per fare pubblicità della Bosnia?
    Scherzi a parte, merita davvero la Bosnia…però poi starle lontani per troppo dà una Balkanite terrificante!

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