AndandoStando

Pubblicato: aprile 15, 2011 in Uncategorized
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Sono rientrata ieri in Italia, partendo da Bihac alle 10.20 e arrivando in Piazzale Corvetto alle 18.40, con un paio di soste pipìgasolio e un’attesa di venti minuti a un passaggio a livello inutile di Mestre… Quindi, come dire, si può fare!

Per chi pensa che Bihac Milano siano lontani, non è del tutto vero, si tratta di circa 700 Km di cui 560 circa di autostrada, e poi, hei, grazie a una deviazione temporanea si passa in mezzo al parco di Plitvice!

Per il resto, vorrei fare un paio di riflessioni, così da tranquilizzare chi pensa che io sia in Bosnia solo per divertirmi…

Intanto, il blog lo vivo come un momento di stacco e di racconto in cui il lavoro non è oggetto (sia per vincoli di segretezza – ho sempre amato questa formula nei contratti – sia perchè già lavoro 8 e forse + ore al giorno, mica mi metto a raccontare di  nuovo tutto da capo! per quello ho i miei desk e i miei report ufficiali no?) e poi è una modalità per raggiungere amici, amati, parenti e conoscenti in un colpo solo e di sicuro, se ho da tediare qualcuno con le mie ansie lavorative non lo faccio in questo modo.
Ma sopratutto dato il mio amore per il Balkano, non posso esimermi dal narrare fatti di colore.

Ad ogni modo, oggi poco colore e più pensiero.

Io, il mio desk maschio e la mia presidentessa, siamo rientrati stanchi morti da una “missione impossibile” che ci ha strizzati come limoni, ma grazie alla quale veramente possiamo dire che si sono messe le basi per un anno di lavoro non intenso, intensissimo..

A proposito di missioni, vorrei raccontare un po’ come funzionano, e cosa succede dall’altra parte mentre di qua si vive una vita “pseudo-normale”.
Nella mia esperienza di viaggi nelle diverse parti del mondo, per periodi brevi, la missione ha sempre significato essere proiettati a più o meno Km di distanza, dormendo in case altrui, senza mai disfare la valigia, dormendo nel sacco a pelo, appoggiando il necessaire dove capita nel bagno, mangiando sempre un po’ in giro perchè di fatto o non c’è tempo o non c’è voglia di pensare anche alla cucina, visitando pochissimo il posto nel quale si sta perchè di solito è tutto concentrato. E poi c’è quasi un bisogno di stare insieme tra colleghi/compagni di viaggio, perchè intanto di solito ti sei smazzato un sacco di Km e quindi vivere in un abitacolo per un tot di ore ti “avvicina” all’altro e poi perchè da una parte devi continuamente rifare il punto sugli episodi occorsi e confrontarti sui passi successivi.

E così è stato in questa missione. E’ vero, la differenza è che ho una casa che pian piano sento potrebbe essere una mia casa e un letto con le lenzuola che mi son portata da casa, ma ora sono in Italia, e lunedì riparto, quindi, allora potrò dire sono in Bosnia per lavorare un anno (anche se a ben vedere a Pasqua sono in Italia, e così anche maggio per votare etc).

Per il resto, in breve, il progetto è complesso ma è BELLO, si possono fare un sacco di cose e spero che ce la faremo tutti insieme, quando mi ci addentro maggiormente cercherò di spiegarvi meglio quel che facciamo. Oppure potete venire da soli a vedere, mi piacerebbe che Bihac diventasse un punto di passaggio nelle vostre storie e nei vostri viaggi per poter metter mano e piede in un lamponeto, in un eco-villaggio, in un orto scolastico…

La Bosnia invece povera lei, si trascina come un animale moribondo in una gabbia, la gente non lavora, la politica si mangia tutto e si fa comprare, arrivano gli interessi internazionali che comprano per poco tutto quel di buono c’è…

Qui basterebe soffiare sul fuoco per riaccendere le fiamme mai spente……

Va beh, ci vuole ottimismo e ci vuole la capacità di ridere e divertirsi, ecco cosa, e questo Blog sarà così. Una Balkanoteka, per gli amanti dell’ironia e della Jugo, con quella punta di tristezza e nostalgia necessaria a ricreare l’ambientazione di questo piccolo pezzo di mondo nel cuore d’Europa.

Da Milano, per oggi, è tutto.

Al prossimo post, da Bihac.

PS: Ieri purtroppo niente di speciale, un panino bufalino all’autogrill.

PS2: MC Donald’s sta per entrare in Bosnia…! Spero che le piccole cevabdzinice di Sarajevo resistano alla M dorata, perchè la vera verità è che i cevapi sono più buoni e costano meno. Resistenza Cevapica!

ed ecco i  viaggi della pallina rimbalzina:

*dove A è Milano e B è Bihac

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commenti
  1. Margherita ha detto:

    Druze Silvia difendile tu, le povere cevabdzinice, buregdzinice e compagnia bella!
    McDonalds non vincerà!

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